Pulizieri, protesta in Prefettura. I sindacati: “Istituzioni assenti”

Pubblicato Mercoledì, 31 Luglio 2013

La protesta, l'ennesima da anni, è stata organizzata per chiedere certezze da parte delle Istituzioni riguardo il futuro dei pulizieri impegnati nei servizi di pulizia delle scuole.

 

CATANIA - "La scure dei tagli del Miur si è abbattuta soltanto su lavoratori e servizi non sugli utili delle aziende". Questa la denuncia delle sigle sindacali, Asal e Fladel, impegnate ormai da anni nella vertenza “Dusmann”. Nello specifico, il riferimento è ai pulizieri in servizio nelle scuole, il cui destino è legato alle società che gestiscono il servizio. Una strada tutta in salita a partire dal 2010, anno in cui si è assistito a “una pesante e insopportabile riduzione oraria settimanale e mensile, con il sostegno di una presunta cassa integrazione in deroga”.

Uno stato di cose cui fa seguito un doloroso copione estivo. “Anche quest’anno da giugno- spiegano i sindacati- si è avuta una nuova sospensione per la quale la cassa integrazione in deroga non c’è”. I bene informati, infatti, dicono che a Luglio e Agosto i lavoratori non percepiranno un euro. “Come faranno queste famiglie a sopravvivere? Che qualcuno ce lo spieghi” dice Biagio Fragapane della Asal. La matassa è ancora più ingarbugliata. Infatti, rimangono avvolte nel mistero le condizioni lavorative che spetteranno ai pulizieri in seguito alla nuova gara d’appalto. “Ancora una volta – spiega Fragapane- non abbiamo delle risposte certe. Infatti, c’è stata una nuova gara d’appalto, bandita da Consip, vinta da una società di nome Manital. Ancora, però, non sappiamo nulla rispetto alla condizione dei lavoratori che già hanno un salario abbastanza ridotto. Vogliamo capire a quali condizioni verranno assunti”.

Per tali ragioni, i lavoratori hanno trascorso la mattinata in sit-in davanti alla Prefettura in attesa di un incontro tra sigle sindacali e istituzioni. L’obiettivo della protesta è quello di trovare una interlocuzione con la Prefettura. “Dall’incontro di oggi- dice Fragapane- ci aspettiamo di fissare un appuntamento con il sindaco e con l’assessore regionale, con chi chiunque possa dare una mano a questi lavoratori”. Le speranze, però, sono poche. “Molto spesso le istituzioni sono state assenti, eppure abbiamo fatto centinaia di richieste di incontri”.